SATOKO SHONAGON






venerdì, 08 dicembre 2006


fotogrammi che parlano, cinema japanese GISHIKI - CEREMONY – DI NAGISA OSHIMA – 1971

 

LA cerimonia si incunea nel cuore della spaccatura del Giappone. L'uscita veloce dal Medioevo, la rinuncia dell'imperatore, la veloce corsa economica dei tanti “TETSUO”.

La potente e ricca famiglia Sakuradaè capeggiata dal nonno Kazuomi, astutissimo e manovratore. Il mistero di due cugini: forse fratello e sorella?

Il suicidio è rituale quando la spersonalizzazione è all'estremo e non rimane altro per tenere alta la luce di un ideale.

Il nonno lascia l'impronta nei successori buttandoli allo sbaraglio e nella confusione dei gesti, fino a costringere il nipote Masuo ad un matrimonio farsa con una moglie che non c'è.

Momenti cupi di desolazione, tensione altissima e di morte con suoni che perforano il cervello, alternati alla gioia del sakè nelle riunioni private dell'intera famiglia quando tutti, uno per uno sono invitati ad intonare una canzone.

Dopo decenni muore il patriarca, di nuovo sono tutti riuniti quando arriva il telegramma di annuncio di morte dell'unico vero successore.

La moglie e suo cugino lo raggiungono sull'isola dove si è ritirato per il rituale. Accanto a lui in testamento: “Così metto fine alla famiglia Sakurada”.

La moglie si avvelena e si stende accanto a lui.

Masuo, attraverso cui conosciamo l'intera vicenda rimane solo nella spiaggia deserta.





mercoledì, 02 agosto 2006


cannibalismo, fotogrammi che parlano, a view to a kill, park e gli altri

 

DUMPLINGS


Mio marito mi tradisce con donne più giovani di me. Un tempo ero una starlet della tv, certo ora sono ricca...

Ho sentito parlare di una strana cuoca che viene da un paese.

Eccomi a casa sua, odore di cibo, mi accoglie con gioia e torna tra i fornelli a triturare cibo. La sua ricetta sta nei suoi dumplings la cui pasta è fatta alla maniera del paese e il ripieno...è quello, lo straordinario: ridona la giovinezza e proprio mi ci vuole per riavere il marito distratto.

Mi serve il piatto, mi dice di non far caso al sapore. Nel piatto galleggiano dei ravioli piuttosto grandi e faccio un po' di difficoltà a metterli in bocca uno alla volta, per fortuna so usare bene il cucchiaio. Appena in bocca faccio un crunk e un'altro crunk. “Non ti preoccupare” fa lei “ricorda che li mangi per uno scopo importante”.

Il marito la tradisce ancora, lei torna dalla cuoca. “Senta ma non si potrebbe avere qualcosa di più forte? Non vedo ancora segni sul viso”

Oh si, certo però deve aspettare, sa non è facile procurarsi quello che vuole, ma stia tranquilla”.

La cuoca si reca in ospedale per rifornirsi, ma i controlli si fanno più serrati, l'infermiera le comunica che sarà sempre più difficile se non impossibile procurarle ciò che le serve.

Va bene mi arrangerò da sola”.

La cuoca è specializzata in un mucchio di attività che la vedono aiutare le donne quando sono in momenti difficili.

Va a trovarla una madre che ha con sé una ragazzina, poco più che bambina.

La prego mi aiuti, è già al quinto mese, l'ha violentata il padre”.

La cuoca è lì per questo, un paio di pressioni, le forbici e il feto cade in una bacinella identro un mare di sangue.

Torna la signora ricca “Allora ha trovato qualcosa di forte?”

Oh sisi, ora glielo preparo” e va in cucina.

Questa volta la donna non resiste e scosta la tendina: la cuoca sta facendo a pezzettini il feto di 5 mesi.

La signora scappa via e vomita per strada.

Ma torna e i ravioli sono pronti.

Sa, il segreto è il mese di concepimento, più sono grandi e più hanno le sostanze nutritive per ringiovanire la pelle”.

La bella signora non più tanto giovane questa volta appare soddisfatta, mette in bocca uno dopo l'altro i ravioli e ad ogni crunk crunk sprizza lampi di gioia dagli occhi.


DUMPLINGS – 2004 – REGIA DI FRUIT CHAN – HONG KONG





mercoledì, 19 luglio 2006


fotogrammi che parlano, donne che non muoiono mai, cinema del nord

ORDET   DI   CARL THEODOR DREYER

 

Si lega in maniera antecendente alle onde del destino di Lars.

Ambientato nel 1600, è di nuovo la fede al centro della vicenda. Joannes è il figlio di una famiglia agiata che dopo aver intrapreso con successo gli studi di teologia, ha uno smarrimento del cervello. Parla come Gesù Cristo e annuncia il Vangelo in tutta la sua rivoluzione ma che ancora dopo tanto tempo non viene accolto. Intanto la famiglia, il cui figlio più giovane si è innamorato, fa inasprire le vecchie ostilità per religione tra la sua famiglia e quella della sua amata. Joannes ha un rapporto immediato solo con le bambine figlie del suo fratello maggiore. Tutti sono preoccupati per la sua salute mentale ma ormai cedono al fatto che per lui non c’è più speranza. Muore la nuora, la mamma delle bambine. Joannes scompare e ritorna quando si sta per chiudere la bara. E’ visibilmente cambiato: “I tuoi occhi dimostrano che hai ritrovato il senno” dice il padre. “Si è così, ma voi dimostrate ancora che siete senza fede, è piangete davanti a colei che potrebbe risorgere se solo glielo chiedeste”. Tutti hanno un modo di stizza, specialmante il nuovo parroco. Ma la piccola prende per mano lo zio e lo incoraggia a fare ciò che va fatto. Lui ordina nel nome di Gesù Cristo la povera Inge a risorgere.

Inge risorge.

E così come per la guarigione di Jan e le campane a festa per Emily, si conclude un altro miracolo del cinema. Rigoroso bianco e nero pieno di luce, gli attori sfilano lenti come in un teatro, incarnando personaggi e tipologie quanto mai attuali.





martedì, 18 luglio 2006


anni 80

 

SONO 7 GIORNI NEL LIBANO




INDUSTRIAL A SHEFFIELD NEL 1978... Discendenti: Coil....

BRITISH ELECTRIC FOUNDATION 1980


BEF + GLENN GREGORY AT VOICE : HEAVEN 17 (MA QUESTA è

 UN'ALTRA STORIA DI MUSICA)


Prima di Heaven 17 c'è HUMAN LEAGUE.


La voce è di Phil Oakey e nel 1982, quando ogni genere di guerre

 sembrano davvero lontane a tutti e gli anni di plastica ci sovrastano in

ogni dove, lui grida:


LEBANON.



Lei sogna diciannove sessanta-nove

Prima che i soldati vennero

La vita era conveniente su pane e vino

E dividendo non intese vergogna

Lei è svegliata dalle grida

E dai razzi che volano vicino.

Lui è impaurito, lei si aggrappa sopra i suoi sogni.

Colpire la paura perche è probabile che lei muoia


E chi avrà vinto

Quando i soldati saranno andati

Dal Libano.

Il Libano.


Prima che lui lascia il campo lui si ferma

analizza fuori il mondo

E dove lei andava per i negozi, ora i cecchini si nascondono

Lui lasciò prima la sua casa la settimana prima e pensò che fosse come con

la polizia.

Ma ora lui trova che è GUERRA!

Dove supponemmo doveva esserci la pace.


E chi avrà vinto

Quando i soldati saranno andati?


Dal Lebanon

Il Lebanon

Il Lebanon

Dal Lebanon.....












lunedì, 17 luglio 2006


fotogrammi che parlano, donne che non muoiono mai lande desolate che camminano

IL  GRIDO    di Michelangelo Antonioni.

3 donne  guardano il film. Viste di spalle, sono mute e incollate di fronte allo schermo. Non si sa perchè ma ogni tanto a qualcuno cade la borsa, la sedia, parla troppo alto al telefono, cade la bottiglia di plastica.

Ogni tanto sussultiamo: Che è? Ah, che deficiente! ..ma che stronza!...ma come si fa!!

Segni disturbanti di fronte al viaggio dell'incomunicabilità in cui ci conduce il regista.

Siamo lì rapite, andiamo a ritroso, al 1957, nessuna di noi era ancora nata. La storia, il paesaggio, i personaggi ci piacciono. Ad ognuna di noi che ha amato, che sta cominciando ad amare, che ancora non sa come potrà essere.

Alida Valli - Irma - è la "causa" del film, l'occasione. Lei è così brava ad interpretare donne dalle scelte difficili. L'amore non inganna ma è difficile riconoscerlo, anche quando ce l'hai tra le mani, o sopratutto?

Il viaggio dell'uomo, "tradito" dalla troppa sincerità di Irma, ci porta nella zona delle nebbie e dei pini tagliati nella pianura Padana, vicino all'acqua, in strane abitazioni fatte di "nulla" affossate come in ennesime donne di sabbia, che qui diventano di acqua, di fango, di stazioni di servizio. Ragazze "sfortunate", ma bellissime che non capiscono, il dramma dell'uomo abbandonato e chi ha tempo?  L'abbandono loro l'hanno sempre  vissuto, dunque, che c'è di strano? 

"QUI NON SIAMO IN TEXAS"  dice una. Eh si c'è poco da girare, lo spazio è quello, l'Italia è piccola. Lui si ritrova alla stazione di servizio, che fu la seconda tappa femminile tra quelle che poi ci sono state. "Tradito" era partito alla ricerca, di un lavoro? di una spiegazione a cosa gli è successo? per un surrogato d'amore? forse un'altra possibilità?

Eh Antonioni è bravo a porsi/ci tutte queste domande, maestro di incomunicabilità.

Ma ecco la svolta: un minimo segnale, una semplice raccomdanta alla stazione di servizio e lui vola dalla sua Irma.

La vede dalla finestra: ha in braccioun bebè ed è felice. Forse questa volta lei c'è l'ha fatta, forse il suo viaggio verso la felicità è davvero cominciato. Lei per cui si diceva "Troppi uomini per una donna onesta", lei che non sapeva, che forse anche questa volta si poteva sbagliare.

L'uomo di fronte a tanta felicità che non potrà mai essere anche la sua, non resiste, scappa. Irma fa in tempo a vederlo e lo  rincorre. Lui va in alto sempre più in alto lungo una scala di ferro. E finalmente sente urlare il suo nome,  è lei che lo chiama da quando gli sta dietro.

M a è un attimo e lui si butta giù.

.....IL GRIDO di Irma.

FINE





venerdì, 14 luglio 2006


fotogrammi che parlano, a view to a kill

 

MILANO ODIA: LA POLIZIA NON PUO' SPARARE - UMBERTO LENZI – ANNO 1974


Ci sono tanti motivi per menzionare e non dimenticare questo film. Prima di tutto la struttura perfetta di genere poliziesco, che ormai in Italia non c'è più e il fatto che certi film di genere siano considerati di serie B. E qui si apre il discorso su cosa sia in realtà A o B. I serie B erano quelli di basso costo i cui caratteristi erano sempre quelli, non proprio veri attori ma appunto maschere per la stessa parte.

Invece in Milano odia....gli attori sono irriconoscibili e non solo per l'inversione dei ruoli. La storia è agli estremi, durezza senza confronti e confronto di durezze. T. Milian è nella parte di un ferocissimo assassino narcisista, un cagasotto che inventa il colpo perfetto: il sequestro di persona ai danni della figlia di un imprenditore che è anche il datore di lavoro della sua fidanzata. Farà fuori tutti: i testimoni occasionali, la fidanzata e gli stessi complici.

Alla fine troverà la morte per mano di un Henry de Silva (che volto quello, ma dov'è finito?) che, lasciati i panni del solito killer che arriva da oltreoceano per far fuori qualche mafiosetto in Italia (vedi i films di DI LEO) qui è un Ispettore con tutti i crismi, un indagatore ineccepibile dalla faccia squadrata che, al veto di: “No, non puoi sparare, la polizia non può sparare, non hai prove che sia stato io” Lui...Boom boom, fa fuori il “cagasotto” già prosciolto per mancanza di prove. Chiamerà la Centrale con un “Sono l'ex detective....”





domenica, 09 luglio 2006


fotogrammi che parlano, donne che non muoiono mai, cinema del nord

 

LE ONDE DEL DESTINO DI LARS.


E' costruito tra alte scogliere, un pugno di case e una chiesa senza campane. Vige un religione “terrificante” dove decidono gli uomini e quasi “nessuno” si salva dall'inferno. La chiesa è senza campane perchè “non c'è mai niente da festeggiare”. La maggior parte degli uomini, che non sono anziani, va a lavorare nelle piattaforme in mezzo al mare. Gli anziani sono volti scolpiti in una unica espressione senza appello, volti che si vedono nei precedenti “Ordet” e “Dies irae” di un altro grande danese che è Theodor Dreyer.

In questo luogo di infelicità vive Emily, sempre in cura, un po' pazza, che si costruisce voci per farsi rispondere dal Signore, che rivolge troppe domande alla gente del luogo riguardo al senso della vita e che finalmente s'innamora e si sposa. Anche lui lavora alle piattaforme e dopo un breve periodo è costretto a lasciarla. Pianti e strepiti della povera donna, la “malattia” sembra lì lì per scoppiare di nuovo.

Ma lei pulisce la chiesa e Dio non può tradirlo.

Un incidente alla piattaforma: il suo Jan viene riportato a casa abbastanza grave. Ripresosi dall'intervento non può muovere un dito, è paralizzato nel letto e accudito in tutto.

Emily è contenta di essere così utile al suo uomo. Lui le parla e le suggerisce di trovare un altro uomo, la convince dicendole che lui “sarà lì con lei” negli incontri con gli amanti.

Lei è colpita, confusa, ma ama Jan e per lui farebbe qualsiasi cosa. L'amore, quello vero non è solo di parole, lei ha giurato di amarlo nella buona e cattiva sorte, e questo è per lei il momenti di dimostrarlo. Così comincia...tocca un uomo nel pullman, poi vomita, ma non si arrende, continua in un bar. Cambia modo di vestire per adescarli meglio. La gente comincia a parlare, viene disconosciuta dalla comunità per ordine degli anziani. Il medico e la cognata tentanto di farla ravvedere “Jan non è in sé, prende troppi medicinali, non lo si può seguire nelle sue morbosità sessuali!”. Ma lei ascolta il suo cuore e dopo ogni avventura va a raccontare tutto al suo uomo, glielo ha promesso e lei sa che l'amore fa miracoli se non il miracolo. E Jan pare proprio recuperare forze quando lei ci dà forte. Allora questa è la strada: lei si sacrificherà per lui. Prega, dà la sua vita per la guarigione di Jan, la darà nel modo che più piace a Jan. Così sale su una barca di pescatori dove l'equipaggio oltre alle sevizie, la massacrerà di botte.

Jan guarisce, pian piano riprende a camminare. Ma per il paese Emily è condannata all'inferno. “Per cosa? - urla la cognata – il problema di Emily era ed è che è stata sempre BUONA, e che credeva davvero alle parole di carne che si recitavano in chiesa durante le funzioni”.

Jan insieme agli amici trafuga il cadavere di Emily, la seppellirà in fondo al mare. Il giorno dopo, nell'imbarcazione sono tutti sconcertati “Com'è possibile, eppure lo sentiamo tutti, ecco, là sopra, ma non è possibile”. Tra le nuvole due campane battono e suonano all'impazzata come in giorno di festa.

Il film è a brevi episodi con stacchetto musicale e sfondo di vallate verdi con sole al tramonto e didascalie che introducono. La musica era quella di quando Lars era ragazzino, dinosauri come: i Procol Harum, Deep Purple, Tyrannosaurus Rex, di cui a mio avviso Marc Bolan è l'unico a non poter essere mai un dinosauro nonostante ne porti il nome.





venerdì, 30 giugno 2006


soul, parole che funzionano, donne che non muoiono mai

HIMALAYA

Si sa che l'Himalaya un giorno s'inchinò

fino alla margherita -

preso dalla compassione -

che una delizia simile crescesse

là dove il suo Universo dispiegava  -

tenda su tenda -  bandiere di neve.

EMILY





mercoledì, 28 giugno 2006


soul, fotogrammi che parlano, cinema del nord

INGMAR BERGMAN, SCENE DA UN MATRIMONIO………FUSIONE E SEPARAZIONE DA UN PERSONAGGIO ALL’ALTRO: TRASFORMAZIONI DELL’ARTE VISIVA IN INTERIORE E VICEVERSA.

.

Nella suo autobiografia, intitolata appunto "Lanterna magica", il regista scrive: "La verità è che io vivo sempre nella mia infanzia, giro negli appartamenti in penombra, passeggio per le silenziose via di Uppsala, mi fermo davanti alla Sommarhuset ad ascoltare l'enorme betulla a due tronchi. Mi sposto con la velocità di secondi. In verità, abito sempre nel mio sogno e di tanto in tanto faccio una visita alla realtà".

 

Il rigore narrativo e della macchina da presa insieme alle luci e a certi scenari, fanno di lui senz’altro un grande maestro. Ciò che tratta come argomento invece, lo rende unico. Scava e riemerge nella profondità dell’anima come fa un bambino che gioca e distrugge e ricompone a modo suo i giocattoli. Fa soffrire le sue attrici e soffre anche lui con loro. Ma poi lo ringraziano per il lavoro che non è solo frutto dato dall’egoismo di un visionario, lui tocca i punti universali dell’esistenza, accompagna spettatori e attori e poi li fa riemergere appunto, “lavati“ dai loro peccati, usando i termini del luteranesimo in sui è cresciuto.

Scene da un matrimonio è buffo e “sconcertante”, magari oggi, un po’ meno, (il film è del 1973) però l’analisi lucida e “traslucida”, tutti quegli ingredienti che riesce a separare e mescolare non possono che essere riconosciuti in una qualsiasi relazione con un minimo di dialogo. Fra amanti, mariti e mogli si arriva alla viscere del sé stessi, per questo fa così male quando una relazione finisce. La coppia di questo caso ci viene raccontata nei loro 20 anni di realazione, complice un dialogo fino all’ultima confessione reciproca. Amici e amanti come pochi lo sanno essere.



 





domenica, 25 giugno 2006


fantasmi, soul, umore e psiche

CHE  CALDO!!! E HO PAURA DELL'IMMONDEZZA!





SATOKO SHONAGON

I morsi nel cervello

just me

un bacio e una pistola

archive

oggi
dicembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006
aprile 2006
marzo 2006


categories

a view to a kill
anni 80
cannibalismo
cinema del nord
cinema in lutto
cinema japanese
costruzione del linguaggio
donne che non muoiono mai
fantasmi
fotogrammi che parlano
goodbye vincent
infanzia lieta
japanese
los angeles
magik londinium
park e gli altri
parole che funzionano
rokeroll
soul
suna no onma -donna di sabbia
umore e psiche

commenti recenti



if you like my blog

add to splinder's favourites
add to bookmark

other places

ANGELI
Clinica abbandonata del Doktor Mabuse
EX CASA
FASS
FIGLIA FINTA
FIORECANNIBALE
GIANNIDEMARTINO
GIOIASPERIMENTALE
HARRY
HUNTER
KABBALLA'
KOREA
L'INDIMENTICABILE
LADY000
LINGUA DI CORTE
LUCELUNARE
MARIANNAPUNTOG
MASAHIKO
MERY
RATZINGER
RIVISTA
SNOW AND ICE
SPIETATI
STELLE
TRONWHATEVER


counter

*loading* lovers